Un blog che fa parte di una "casta di gente di sinistra"
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31/10/03



'fanculo, Apicella mi ruba il lavoro!
(dura la vita del suonatore ai matrimoni.)





Non sono il tipo da tirate retoriche sulle festività trasformate in occasioni di sfogo del consumismo più becero, ma per quanto riguarda Hallowe'en (presunta festività che mi fa sommamente cacare) sono completamente d'accordo con Attentialcane.




26/10/03



Come anticipato da una microdirimpettaiagialla, sono andato con una vasta selezione di blogstar di riferimento a vedere Bugs Bunny (cioè, Kill Bill Vol. 1). Ovviamente, non posso esimermi dall'esprimere considerazioni di utilità tendente a zero.

Innanzitutto, vorrei personalmente prendere a calci chi ha scelto di sottotitolare i titoli di testa (traducendo spesso ad capula canis). A quel punto, non era meglio rieditarli del tutto? Sarebbe stata una scelta filologicamente scorretta, ma sempre migliore dell'inguardabile scritta doppia.

Stranamente e nonostante, a fine film, volessi vedere una seconda, una terza e perfino una quarta parte, ho quasi trovato accettabile la scelta di spezzare il film in due parti. Probabilmente, tre ore consecutive ('tacci del Warner che non fa l'intervallo) di carneficine assortite sarebbero state leggermente eccessive e il combattimento finale non avrebbe avuto lo stesso effetto a metà film.

Per quanto riguarda il film in sè, Tarantino non dice assolutamente niente di nuovo, com'è un po' suo costume. La sua base rimane il bieco citazionismo, specie di provenienza orientale, e da lì non si discosta praticamente mai. Ma è proprio questo il bello: il rimescolare, il centrifugare, il deformare grottescamente ciò che è già deformato grottescamente per definizione come i film di arti marziali e trarne qualcosa che riesce a tenerti incollato alla sedia (gran bella sedia, per la cronaca). Arti assortiti che volano via come fossero birilli, autobotti (sic!) di sangue e urla di genere vario continuano a ridefinire il concetto di "stomachevolezza", però è una sensazione funzionale a ciò che Tarantino vuole rappresentare: un gigantesco fumettone di cappa e spada, senza la cappa. Leggerlo in qualsiasi altra maniera rischia seriamente di farlo risultare deludente.

Una cosa che mi è piaciuta da morire (sarà che in un ipotetico mio film vorrei fare esattamente una cosa del genere) è stato il creare contrasti stridentissimi fra azione e colonna sonora: la scelta del sottofondo del combattimento finale ha della genialità intrinseca.

Tutto questo ha una forma assolutamente spettacolare, una fotografia abbagliante, un'inserto-anime un po' scollegato dal resto del film ma decisamente ben fatto, una Uma Thurman sconcertevolmente bella e spietata, una Lucy Liu con un'acconciatura meravigliosa, un generico senso di angoscia per il grado di dolore fisico che si può provocare con oggettistica varia. E non credo che la mancanza di contenuto originale sia un demerito, in questo caso. Secondo me, se fai un film ogni 3-4 anni e lo fai così bene, ti puoi anche permettere di non inventare niente (ammesso e non concesso che ci sia ancora qualcosa di inventabile in questo campo). Non grido al fottuto capolavoro, ma all'ottimo, ottimo, ottimo film sì. E aspetto con ansia la seconda parte.

Poi io Non Capisco Un Beneamato Cazzo Di Cinema, sia ben chiaro.




23/10/03



Vento, pioggia, freddo, pozzanghere, curve in aquaplaning, pedoni che tentano di farsi investire in duplice copia e altri disastri: oggi non mi sento ferino e forastico, bensì l'opposto, uggioso e novembrino.
(sì, lo so, è il 23 di ottobre; stavo solo descrivendo uno stato mentale.)
Nel mentre, mi tiro su con un caffelatte sovradimensionato e un qualcosa che ha dell'incantevole.

...but there is in fact more earth than sea.




22/10/03



La Rolli e Leonardo sono impegnati in uno spin-off della querelle Sonciniana, che potremmo intitolare Della liceità dell'esistenza del Foglio.

- Tralasciando i discorsi sulle copie vendute e sulle sovvenzioni farlocche;

- rimarcando il fatto che il Foglio, di cui raramente condivido mezza parola, abbia l'indubbio merito di essere un formidabile agitatore di idee e di essere decisamente originale rispetto al resto dei quotidiani italiani (oltre ad essere il Motore Immobile della Blogosfera );

- evitando i discorsi sulla Soncini, che mi hanno assai stomacato,

credo che, in questa discussione, tirare in ballo Freud e cose simili mi sembra un po' poco centrato.

Detto ciò, se affermo che alla lunga i tormentoni foglieschi mi risultano leggermente (ma proprio leggermente) stucchevoli assumo immediatamente la qualifica di pensatore di derivazione comunista? Vorrei sperare di no: non sono un pensatore, non sono comunista e, soprattutto, non sono una derivazione.





Inutilità

E' notte, fa freddo e mi fa male una caviglia: per protesta, ascolto Red Rain di PG.





La Blasi interessante (mica Ilary), pur avendo idee eterodosse (ma non troppo) su Friends, lancia l'Idea Definitiva: il calendario dei blogger. Io mi prenoto per la terza di copertina, così mi si nota meno.




19/10/03



Molti sapranno che Elio e le Storie Tese hanno fatto, ai tempi, una canzone riadattando dei canti da chiesa (la meraviglioserrima Born to be Abramo). Pochi sanno che uno di questi canti (Esci dalla tua terra), per una sorta di gentlemen agreement ecclesiastico, non viene mai cantato, onde evitare disdicevoli riferimenti.
Facendo io uno dei "lavori" più merdosi dell'orbe terracqueo (vale a dire l'organista parrocchiale), oggi ho vissuto un momento meraviglioso.

La direttrice del coro: "Sono indecisa sul canto da fare alla fine... questo no, questo no, questo no, ok, facciamo Esci dalla tua terra."
Sogghigno. Espletate le formalità curialesche, canto finale. Mentre suono, rido come un cretino. A un certo punto, non posso evitare di unirmi al coro sguaiato ed unanime della gioventù bruciata locale:

Quello che lasci tu lo conosci
il tuo Signore cosa ti dà


Finito il canto, qualcuno ci ha guardato un po' storto.




17/10/03



Gaia riassume l'ultimo racconto inedito di Palahniuk e riesce ad inquietarmi potentemente. Non oso pensare cosa possa succedere quando lo leggerò per intero.





La Soncini insiste con quattro colonne di geremiadi scarsamente centrate (e con tono sempre più da blogger mancata). Mi fa specie, come la volta scorsa, "l'equazione stipendiato=valido professionista, non stipendiato=segaiolo" [1], che non riesco neanche stavolta ad interpretare se non in termini di spocchiosità. Ma mi fa ancora più specie che la Guia nazionale, nelle sue "due ore sprecate davanti a siti segaioli" [2] sia riuscita a trovare solo "alcune decine di tizi con nomignoli vari la cui unica argomentazione dialettica era il mio essere cessa": un po' perchè fa una gigantesca e fastidiosa generalizzazione [3], un po' perchè certa gente non riesce a rispondere ad argomentazioni che non condivide senza scadere nell'insulto più becero. Ho provato un po' di tristezza: non condivido mezza parola dei due articoli della Soncini, ma non per questo le do di pompinara.

[1] Courtesy of Inve.
[2] Aridaje.
[3] Mi sembrava di essere stato fin troppo conciliante.

Update
Qui Leonardo massacra la Soncini e, per conoscenza, il Foglio.




14/10/03



Tutti tutti? Insomma, va bene che sono l'ultima ruota del carro della blogosfera, ma un minimo di considerazione, eccheccaspita.
Io già mi sentivo un emarginato, triste, depresso, abbandonato da Dio e dagli uomini e pronto a maledire l'ingegneria che mi porta alla completa alienazione dei miei martedì e, nella fattispecie, dell'articolo della Soncini sui blog. Poi, leggendolo (fra atroci sofferenze, il mio PC si rifiutava sistematicamente di scaricarlo - sarà un caso? ), ho capito che, fondamentalmente, non mi ero perso niente.

Qualche considerazione in calce:

- i blog possono essere formidabile strumento per raccontare i cazzi propri all'universo, esprimere opinioni di dubbia utilità e compiere tutte le peggiori nefandezze di questo mondo, ma proprio perchè vengono scritti in un "tinello cablato" non creano danno a nessuno. Se hai voglia/tempo da buttar via, li leggi, sennò vivi tranquillamente anche senza, senza bisogno di scomodarti in materia su quattro colonne. Meglio "sfogare la propria predisposizione al rimuginamento" esprimendo liberamente le proprie tendenze da serial killer?

- io non lo faccio apposta, davvero, mi ci metto d'impegno, ma se sono d'accordo anche stavolta col Wittgensteinio cosa ci posso fare?
"La cretineria dei blogger lascia tracce assai meno concrete e ingombranti di quella della altre categorie." Amen.

- il discorso sui complotti dell'editoria sta molto poco in piedi. Se si parla di giornalisti più o meno repressi, può anche essere accettabile (ma ne dubito abbastanza), se si parla di noi poveri non-blogstar credo sia piuttosto privo di significato. Personalmente, scrivo una cosa perchè mi va di scriverla tout court, senza pensare che la Einaudi piuttosto che il Corriere della Sera dovrebbe leggere quello che ho scritto, ritenerlo fondamentale per il corretto proseguimento dell'esistenza dell'Universo, pubblicarlo in prima pagina a caratteri d'oro e ricoprirmi di denaro e beni di lusso. Se poi c'è qualcuno con effettive manie di grandezza, affari suoi.

- "[...]non si capisce perchè un giornale non lo facciano, ma uno vero, di carta, con un editore e un prezzo d'acquisto, da mettere sul mercato, confrontarsi con la realtà e poi ne riparliamo." Ometterò di segnalare il tono fastidiosamente spocchioso, ometterò di parlare delle vaccate che spesse volte si leggono sui giornali e degli articoli interessanti, acuti e approfonditi che si leggono su alcuni blog, mi limiterò a constatare (come ha già fatto qui la microbloggergiallasquilibrata) che non sentivo parlare della dicotomia fra Internet e la vita reale, all'incirca, dal 1999.

- essendo un "blogger che, nascosto dietro nomignoli da Giovane Marmotta (Marmottimar?), vomita veleno su chiunque", mi sento libero di dire che ho notato con somma tristezza come la Deficiente, in questa circostanza, abbia perso la maiuscola. Speriamo che la ritrovi presto.




13/10/03



Da buon credente eterodosso con pretese razionaliste, quando leggo post come quello di 1972 che cita Pascal e linka un articolo di Dinesh D'Souza dove si parla di Kant posso deporre l'ascia della lamentosità e trovarmici tranquillamente d'accordo.

Per soli 4,95€, forniamo traduzione di questo post in lingua italiana corrente.

Update
Ne parla anche il Buroggu, che cita il Papa e don Giussani. Mi piace l'idea secondo cui la religiosità inizia dove la ragione esaurisce le sue possibilità, ma da qui a farla diventare un dato fattuale ("purtroppo" o "per fortuna", aggiungeteci l'espressione che più vi piace) ce ne passa.




12/10/03



Uno dei recessi più reconditi della mia mente di bambino anni '80 teledipendente grida a gran voce: rivoglio "Il pranzo è servito"!




11/10/03



Finalmente, entro anch'io nel rutilante mondo dei commenti ai propri referrers.

Chi è che cerca qui "grasso che cola" significato? O "SHPALMAN ACCORDI"? O "problemi skysport"? Va bene che qui si parla un po' di tutto, ma non a questi livelli.

Al genio che ha scritto "leibniz blog" su Google ed è arrivato qui: direi che tra "The Blog lies down on Broadway" e "Leibniz" c'è una leggera differenza, se non altro nella lunghezza del nome.

"christian rocca"? Signor Google, direi che questo non è il posto più adatto da collegare a quella frase.

E, soprattutto, chi cavolo è Pamela Bach? La cugina di sesto grado di Giovanni Sebastiano?





Cronaca di un quasi-suicidio informatico
O, meglio, di un quasi-suicidio assistito

Premessa: la storiella in questione è alquanto kafkiana. Quando avete smesso di ridere, non angosciatevi troppo.

Antefatto: in preda a cronica penuria di spazio su hard disk causata dall'ADSL e dal conseguente carico di fregnacce da scaricare, una sera decido di spalare via i 4 GB di partizione Linux (che ho installato e mai usato). Un giro di Partition Magic e tutto sembra essere a posto. Ometto di disinstallare LILO, il boot manager di Linux, ma vabbè, funziona tutto.

Passano tre giorni e cento riavvii del PC, il tutto senza alcun tipo di problema.
Giovedì pomeriggio, dopo un mezzo crash di Windows, decido di riavviarlo.

Schermata del BIOS.
Schermata delle periferiche.
"LI", cursore lampeggiante.
Blocco.

Boh.

Resetto.
Schermata del BIOS.
Schermata delle periferiche.
"LI", cursore lampeggiante.
Blocco.

Che cazzo è successo?

Al quinto incraniamento intuisco che c'è qualcosa di serio sotto.
Cerco un dischetto di avvio. Non c'è.
Rovisto in mezzo a un cumulo di dischetti di dubbai utilità ma non trovo niente.
(Prima legge dei crash di sistema: se non hai i dischetti di emergenza, il tuo PC subirà crash grotteschi e potenzialmente devastanti.)
Per caso, trovo due dischetti di avvio di Partition Magic. Riavvio il PC grazie a quelli. Intuisco che la partizione si è salvata, semplicemente il sistema non riesce ad accedervi. Realizzo: Master Boot Record fallato. LI = prime due lettere di LILO.

Quel cazzo di boot manager mi ha imputtanato l'hard disk.

Ma allora perchè per tre giorni il tutto ha beatamente funzionato come se niente fosse? Mi interrogo su questo mysterium fidei mentre chiamo blogstar di riferimento a casaccio. Prova così - prova cosà - fai questo - fai quello - fai quell'altro: sarebbero anche informazioni utili se, in quei frangenti, avessi il cervello utilizzabile e non in preda a convulsioni da panico totale. Niente backup, niente dischi di ripristino, 50 e rotti gigabyte di roba da buttare al cesso.

Le blogstar riescono a ricondurmi a più miti consigli e a focalizzare la mia attenzione su quello che dovrebbe essere il mio strumento di salvezza: FDISK.
I dischetti di Partition Magic hanno un finto FDISK che mi illude, rivelandosi perfettamente inutile. Mi appoggio al PC vecchio (col non-sistema operativo Windows Millennium) per creare un dischetto di ripristino: ME ci mette venti minuti a crearlo e si rifiuta di funzionare. Tento di avviare il sistema dal CD di installazione di Windows XP, ma non riesco ad avere un prompt dei comandi DOS funzionante. C'è una Consolle di Ripristino che richiede una fantomatica "password di Administrator". Annebbiato dall'agitazione, a un certo punto ordino di reinstallare un nuovo WinXP sopra a quello vecchio. Una blogstar di riferimento immola la sua password sull'altare dell'helpdesk uploadandomi un suo dischetto di ripristino, che però si rifiuta di funzionare più o meno come il mio.

Disperazione. Per quattrocento pidocchiosi byte sento che sarò costretto a cestinare tutti i dati miei e altrui, con conseguenti lutti agli Achei.
All'improvviso un'incoscienza: i dischi di ripristino delle Norton Utilities del PC vecchio.
Con foga creo i dischetti e faccio avviare il PC infermo. Un errorino marginale e nulla più. Ho un prompt di comandi funzionanti, FDISK c'è.

fdisk /mbr

Nessun messaggio. Incrocio le dita mentre resetto.

Schermata del BIOS.
Schermata delle periferiche.
Schermata di Windows.

Riparte, ed è già qualcosa.
Installazione di Windows.
E com'è possibile? Rifletto e capisco che si tratta della reinstallazione ordinata in precedenza. Aspetto che si reinstalli e, dopo una mezz'oretta, ho il mio bel Windows come nuovo.

Quasi come nuovo. Il modem ADSL non funziona. Disinstallo i driver e li reinstallo. L'installazione non crea automaticamente la connessione di Accesso Remoto. Non capisco, disinstallo, reinstallo. Stessa storia, per altre due o tre volte. Provo a creare una connessione a mano ma non ci riesco.
Panico. Altro giro di telefonate. Mi arrischio ad installare la Service Pack, fra atroci sofferenze e dubbi che il proprio numero seriale originale non funzioni. Installo, riavvio, le connessioni ci sono tutte.

Bene, colleghiamoci.
Dopo cinque minuti, errore di Windows:
Si è verificato un errore in Generic Host for Win 32 Services.
Lì per lì non ci faccio caso, poi al quinto errore uguale realizzo:
Che palle, mi sono beccato ancora MSBlast.
Sovrascrivendo il vecchio Windows, mi ero mangiato anche la patch per ovviare all'ennesimo, sesquipedale buco nella sicurezza del sistema operativo. Giro di antivirus, non trovo niente. Reinstallo la patch. Riavvio e tutto fila liscio. Bah.

All'alba delle 2.30, vado a dormire il sonno dei giusti. Mi risveglio la mattina seguente col disco fisso che sgrattugia allegramente.

Sarà il caso di fare una bella deframmentazione.

L'analisi delle Norton Utilities segnala il 50% di deframmentazione.
Lo faccio partire alle 9.30 di mattina.
All'ora di pranzo è al 30%.
Vado a pianoforte e torno alle 16.30: è all'83%.
Termina alle 18.40
Avevo l'hard disk equiparabile a una forma di Leerdammer.

Per completare l'opera, è il caso di fare un bel giro di scaricamento patchettine e patchettone di Windows. Apro Windows Update, mi si incrania. Lo apro cinque o sei volte e si incrania sempre nella stessa maniera. Cerco sulla Rete il codice del mio errore e scopro, con mio sommo raccapriccio, che si tratta di un errore abbastanza irrisolvibile. L'unica maniera è scaricarsi e installarsi tutti i vari fix a mano. Lo scaricamento non è particolarmente complicato, l'installazione richiederà un'apposita ora per aprire tutti i 49 files scaricati.

Dopo questi tre giorni di passione e di aspro certame fra l'uomo e la macchina, il nostro eroe decide a ragion veduta di spegnere il PC e dedicarsi ad attività più nobili, come tentare di decifrare il commento francese di una partita di rugby.

Morale della favola
In tutto questo casino, solo di una cosa sono certo: sono riuscito a far funzionare di nuovo l'Autoplay che prima non andava.





Ci sono giornate in cui ascolti musica. Ma ci sono anche giornate in cui ascolti un unico pezzo fino alla nausea. Infine, ci sono giornate in cui ascolti un unico pezzo fino alla nausea, suoni lo stesso pezzo fino a disarticolarti le dita e ti senti completamente rappresentato da esso. Ecco, oggi mi sento decisamente ferino e forastico e, di conseguenza, non posso non sentirmi completamente rappresentato dalla perpetua agitazione e dall'inesauribile forasticità del primo tempo della 111 di Beethoven, in particolare di questo passaggio.

(Collaudo anch'io, fra atroci sofferenze, il premiatissimo metodo-FranCiskje. I miei link ai file Real mi funzionano una volta sì e 15 no e non capisco come mai, sono ben accetti suggerimenti in materia.)




10/10/03



Il tentativo di suicidio del mio hard disk è stato sventato da un paio di discrete botte di culo e dal prodigo intervento di mezza blogosfera. Maggiori dettagli della kafkiana e ridicola odissea quando ritroverò un po' di quella calma interiore di bridgetjonesiana memoria.




07/10/03



Ipotesi per un mio libro di prossima redazione:

- Fluidodinamica del materassino gonfiabile

- Metodi matematici per l'egemonia culturale nella blogosfera

- Storia ragionata dei sistemi operativi
Se il tuo PC si blocca, è colpa di Windows o è meglio chiamare un esorcista?

- Manuale di sopravvivenza a basso costo
Come entrare in un supermercato con 5 euro e comprare abbastanza cibo per sfamarsi una settimana

- Lo Zen e l'informatica
Del perchè aggiornare a mano il database di Championship Manager 4 aiuti ad accrescere la consapevolezza di sè

- I Grandi Casi Umani, Vol. 1: Pierluigi Diaco

- 311 Canzoni
Perchè quelle di Hornby erano troppo poche

- Il Grande Album Da Colorare Per I Bambini Neocon
Con in regalo l'adesivo "Anche il mio papà legge Camillo!"





Gradirei una rettifica da parte della Mae*: il "piccolo blogger malefico" è in realtà il piccolo blogger rosicante.
Anche perchè volete mettere il sottile piacere di farsi smontare le proprie quattro misere convinzioni politiche da Orfini in persona?




06/10/03



Zef, sono perfettamente d'accordo con te sui piagnonismi motoristici. Permettimi un appunto, però: Trulli "si sbatte, ci prova, si ferma, ci riprova", il problema è che finisce circa due gare all'anno. Una volta è sfiga, due volte è sfiga, tre volte è sfiga, venticinque volte, forse, sei anche tu che non sei particolarmente capace di portare in fondo la macchina.




03/10/03



Zef ('tacci tua che non metti i commenti sul blog ), morire sarebbe "alle volte, il passaggio obbligato per diventare vere leggende"? Alle volte? Io la definirei più una condizione necessaria e non sufficiente.





Come mai io leggo solo adesso questo post di Gaia?
Se Lei - musica classica "produce inadeguatezza" quando l'ascolti, figurati quando la suoni. Per quanto mi riguarda, l'unica maniera per accostarmi a cose di portata infinitamente superiore alla mia senza sentirmi la canticchiante e danzante merda del mondo è entrare in uno stato a metà fra lo scollegamento del cervello e la trance.
(anzi, quando suono Liszt l'unica maniera per arrivare alla fine senza avere sconvolgimenti gastroenterici è lo scollegare totalmente il cervello )





Quando lunedì scorso ho fatto la richiesta dell'ADSL, pensavo già a settimane d'attesa, modem non funzionanti, linee farlocche, centraline termonucleari ad esplosione radiocomandata e altre amenità simili. Invece, tempo quattro giorni e sono (quasi) perfettamente operativo. Diciamo che questa settimana mi è venuto a mancare del materiale per il blog.

Intanto, lancio un interrogativo di icastica e incendiaria violenza: che fine ha fatto l'Escapista?